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2022 Preghiera a Nostra Signora del Sacro Cuore

Preghiera a Nostra Signora del Sacro Cuore

Nella solennità di Nostra Signora del Sacro Cuore, che si celebra l’ultimo sabato di maggio

riproponiamo il commento di P. Carmelo Puglisi msc alla preghiera di Nostra Signora del Sacro Cuore.

fonte: www.misacor.it

Ci rivolgiamo a te, o Nostra Signora del Sacro Cuore, ricordando le meraviglie che ha compiuto in te l’Onnipotente. Egli ti scelse per Madre, ti volle vicino alla sua croce; ora ti rende partecipe della sua gloria e ascolta la tua preghiera. Offrigli tu la nostra lode e la nostra azione di grazie, presentagli le nostre domande… Aiutaci a vivere come te nell’amore di tuo Figlio, perché venga il suo Regno. Conduci tutti gli uomini alla sorgente d’acqua viva che scaturisce dal suo Cuore e diffonde sul mondo la speranza e la salvezza, la giustizia e la pace. Guarda alla nostra fiducia, rispondi alla nostra supplica e mostrati sempre nostra Madre. Amen.

CI RIVOLGIAMO A TE… RICORDANDO LE MERAVIGLIE…

Si legge nel libro del Siracide (50,22): «Benedite il Dio dell’universo, che compie in ogni luogo grandi cose». E il salmo esclama: «Tu hai fatto cose grandi: chi è come te, o Dio?» (Sal 79,19). È la celebrazione dei magnalia Dei, mirabilia Dei, cioè delle cose grandi, meravigliose, dei prodigi, dei miracoli compiuti da Dio a beneficio dell’uomo.

Le opere meravigliose di Dio suscitano nell’uomo che le contempla lo stupore, l’ammirazione e la riconoscenza.

Già nel creato, nella natura traspare la sapienza benefica di Dio; quante volte ci siamo indugiati, attratti dalla bellezza di un cielo stellato, di un paesaggio alpino, del mare, di un tramonto?… «Quanto sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con saggezza», dice il salmo 103 che è un inno festoso all’opera di Dio creatore.

E che cosa dire dell’uomo, creatura voluta dal Signore a sua immagine e somiglianza? A lui Dio ha affidato le cose create: «Tu hai fatto ogni cosa con sapienza e amore, a tua immagine hai formato l’uomo, alle sue mani operose hai affidato l’universo perché nell’obbedienza a Te, suo creatore, esercitasse il dominio su tutto il creato», proclama la quarta preghiera eucaristica. Sicché il salmista può dire: «Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi?… eppure di gloria e di onore lo hai coronato, gli hai dato potere sulle opere delle tue mani…» (Sal 17,5-7).

Ma Iddio non s’è fermato ai doni della natura. Egli ha voluto donarci il suo Figlio Unigenito il quale, comunicando con la nostra natura umana, ci ha fatti partecipi della sua natura divina: figli di Dio. «E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo…» (Rm 8,17).

Veramente «grandi cose ha fatto il Signore per noi!» (Sal 125). Ma chi, e più e meglio di Maria, può dire: «grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente»? (Lc 1,49).

EGLI TI SCELSE PER MADRE

È la prima delle meraviglie compiute in Maria, dall’Onnipotente.

Il fatto che Maria sia la Madre di Gesù, del Figlio di Dio incarnato, è come la caratteristica essenziale della persona di Maria, il punto fondamentale dal quale procede tutto il resto. Anche se questa verità di fede fu affermata ufficialmente solo nel 431 dal Concilio di Efeso, e anche se il titolo di «Madre di Dio» non si trova espresso formalmente nella Sacra Scrittura, essa è stata riconosciuta assai presto dalla riflessione della Chiesa illuminata dallo Spirito.

Che Maria sia «Madre di Dio» è la conseguenza necessaria di quel mistero che noi chiamiamo l’Incarnazione (questo nome viene dal passo di Giovanni: «E il Verbo si fece carne…» Gv 1,14). Negare che Maria sia Madre di Dio equivale a negare che Gesù Cristo è Figlio di Dio e nello stesso tempo vero uomo.

A questo ufficio, inimmaginabile da mente umana, fu prescelta dall’eternità un’umile giovane di un umile paese di Palestina. Noi, con tutte le generazioni che sono state e che saranno, la proclamiamo beata.

TI VOLLE VICINO ALLA CROCE

Maria, Madre di Dio, non è creatura sottratta al dolore. Anzi. proprio perché madre del Cristo e al Cristo associata («ella ha cooperato in modo tutto speciale all’opera del Salvatore», Lumen Gentium 61), Maria – come il Figlio – «imparò l’obbedienza dalle cose che patì» (Eb 5,8).

Ma la sofferenza di Maria è strettamente unita alla sofferenza di Gesù («soffrì profondamente col suo Figlio unigenito e si associò con animo materno al sacrificio di lui», Lumen Gentium 58); perciò è sofferenza che genera, che ancora una volta la rende madre.

La sua presenza ai piedi della Croce in posizione sacerdotale cioè in posizione di chi offre, di chi unisce il suo «sì» al «sì» del Figlio la fa «Madre della Chiesa». Madre di quella Chiesa che nasce dal costato trafitto del Cristo e che dal Cristo stesso le è affidata simbolicamente nella persona di Giovanni.

ORA TI RENDE PARTECIPE DELLA SUA GLORIA

Maria è assunta in cielo. «È questa la festa del suo destino di pienezza e di beatitudine, della glorificazione della sua anima immacolata e del suo corpo verginale, della sua perfetta configurazione a Cristo risorto» (Marialis Cultus6).

Tutto ciò che Maria ha ricevuto su questa terra, la sua «pienezza di grazia», si traduce nella gloria del cielo e nell’unione beatificante con il Figlio. Maria è l’unica creatura umana – dopo Gesù Cristo – che è entrata in corpo ed anima nella beatitudine del cielo dopo aver terminato il corso della vita terrena.

San Giovanni Damasceno, che di Maria fu devotissimo, dice: «Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».

E ASCOLTA LA TUA PREGHIERA

Partecipe della gloria del Figlio, Maria ha un suo «potere» particolarissimo di intercessione. Un’antica preghiera della cristianità d’oriente, dice: «Nella tua qualità di Madre di Dio, puoi parlare apertamente con colui che è nato da te, il Verbo di Dio che è senza principio come il Padre e della sostanza dello Spirito; perciò non cessare di supplicarlo tu che sei elevata al di sopra di ogni imperfezione, affinché salvi dai pericoli coloro che ti esaltano come Madre di Dio…».

La fede della comunità cristiana nell’intercessione di Maria ha fatto sì che si moltiplicassero i titoli pieni di affetto e di fiducia in lei: ella è speranza, rifugio, conforto, avvocata, ecc. … Nello stesso modo si sono moltiplicate le preghiere per ottenere la sua intercessione.

Carissime sono, a noi devoti di Nostra Signora del S. Cuore: il «Ricordatevi» e il «Ci rivolgiamo a Te…».

OFFRIGLI TU LA NOSTRA LODE E LA NOSTRA AZIONE DI GRAZIE

La consapevolezza che la fede ci dona, di quello che Dio è e di quello che Dio ha fatto per noi, ci spinge alla lode e al rendimento di grazie. Nelle sue lettere Paolo ce ne dà continuo esempio: «Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli…» (Ef 1,3).

Se «tutto è grazia», cioè se tutto è dono di Dio, tutto deve costituire occasione per il rendimento di grazie e per la lode. Lodiamo Dio e lodiamo Gesù Cristo e a lui anche rendiamo grazie; a lui, l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, donando la sua vita. E lodiamo Maria: «Gloria a te, Madre rivestita di luce, che generi il Sole che non ha tramonto», come canta un antico inno cristiano. Lodiamo Maria e a lei ci raccomandiamo perché presenti i nostri canti di lode, le nostre azioni di grazie, dinanzi al trono dell’Altissimo.

Ci sembra più bello e più sicuro che sia Maria stessa a unirsi alla nostra lode e alla nostra azione di grazie. La sua voce, a Dio così gradita, renderà gradite anche le nostre voci, malgrado tante stonature…

PRESENTAGLI LE NOSTRE DOMANDE

Presenta le nostre domande! Domanderemmo tutto… I bambini capricciosi vogliono ogni cosa e qualcos’altro ancora. «Chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri» (Gc 4,3). Come è severo questo giudizio dell’apostolo Giacomo!

Eppure, la preghiera di domanda è tanto gradita a Dio. Gesù ci esorta a chiedere; a chiedere senza mai stancarci. Ma, alle nostre richieste bisogna dare una scala di valori. Non c’è il «Padre nostro» per insegnarci quali cose chiedere e quali prima e quali dopo?

La preghiera di domanda, se usata rettamente, concorre alla nostra santificazione. Perché uno dei suoi primi effetti è di farci prendere coscienza della nostra indigenza, di farci riconoscere che abbiamo bisogno di Dio.

Per noi, presso il Padre, intercede Gesù, nostro avvocato. Per noi intercede Maria: «Nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice» (Lumen Gentium 62).

Dunque, presentiamo le nostre domande a Maria. Ma stiamo bene attenti! «Non ti fai, per caso, della devozione alla Madonna una specie di superstizione per ottenere ogni cosa, senza accompagnare la tua preghiera con la conversione della vita? Non ti conviene dimenticare che il massimo desiderio di Maria nei tuoi riguardi è che tu diventi conforme a Gesù Cristo suo Figlio» (G. Pollano).

AIUTACI A VIVERE COME TE NELL’AMORE DI TUO FIGLIO

Vivere nell’amore di Gesù. Cioè vivere uniti a Gesù. «Rimanete in me e io in voi… Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla». «…Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore» (cfr. Gv 15,1-9).

«Rimanere». Cioè non andar via: da dove? Dall’amore che Gesù ha avuto ed ha per noi. E come si fa a rimanere fermi in quest’amore? «Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore» (Gv 15,10). Dunque fedeltà senza ripensamenti nell’aderire a Cristo e nell’osservare il suo comandamento.

Quale comandamento? Quali comandamenti? «Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Gv 15,12). Come Gesù, che ha portato frutto perché ha percorso la via della croce, cioè la via dell’amore e del dono di sé.

Forse ci sentiamo scoraggiati: come arrivare a tanta altezza?

«Aiutaci a vivere come te…». Il desiderio della meta, lo sgomento per la nostra debolezza, suscitano la preghiera umile e fiduciosa. Qualsiasi preghiera a Maria ci conduce a Gesù. Ella per esperienza sa che l’unico modo di essere giusti è quello di essere davvero «conformi all’immagine del Figlio suo». (Rm 8,29).

Ci sembra impossibile la salita verso la vetta dell’amore di Cristo? Ci sembra difficile rimanere ancorati a Lui? Lei è la guida, Lei è l’amore…

PERCHÉ VENGA IL SUO REGNO

Il Regno che è già venuto e che ancora deve venire.

«…Con Cristo e in Cristo il regno di Dio è già venuto sulla terra e tuttavia è lo stesso Gesù che ci insegna a pregare perché questo regno venga. In realtà, è la potenza di Dio che instaura il regno, ma siamo noi a doverlo accogliere… Il regno di Dio ci offre le sue ricchezze di verità e di grazia e dobbiamo seriamente domandarci se queste ricchezze diventano nostre ogni giorno di più» (S. Garofalo). Regno di Dio che non è un affare nostro, personale e basta. Perciò è necessario che facciamo posto ai nostri fratelli nella nostra preghiera. Cristo è morto per tutti.

Di questo regno Maria è «portio maxima, portio optima, portio praecipua, portio electissima»: la parte più grande, la parte migliore, la parte precipua, la parte elettissima (Ruperto di Deutz).

CONDUCI TUTTI GLI UOMINI ALLA SORGENTE D’ACQUA VIVA CHE SCATURISCE DAL SUO CUORE

La sorgente di acqua viva! «O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente…» (Is 55,1). La sete di Dio… L’uomo ha sempre sete ma non sempre va alla fonte di acqua viva: «Hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva per scavarsi cisterne, cisterne screpolate che non tengono l’acqua» (Ger 2,13).

Le «cisterne screpolate»: gli idoli di sempre, rilucidati a nuovo: piacere, potere, denaro, sesso, droga, violenza. Acqua sporca che non può togliere la sete: «Ci hai fatti per te e il nostro cuore non ha quiete finché non riposa in te» esclama S. Agostino, iniziando a scrivere le sue «Confessioni».

Guai a lasciare l’acqua di sorgente per l’acqua delle pozzanghere. Può venire il momento che inutilmente la cercheremo: «Ecco verranno giorni – dice il Signore – in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma di ascoltare la parola del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione ad oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troveranno» (Am 8,12). Guai a chi sfida con arroganza la pazienza di Dio!

Chi riconosce il proprio peccato, la propria indigenza, chi sa di essere «terra arida, deserta, senz’acqua» (Sal 62,2), costui ha altra sete. «Di te ha sete l’anima mia…». «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente…» (Sal 41,3).

A questa sete dà risposta Gesù: «…Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente che zampilla per la vita eterna» (Gv4,14).

Per la vita eterna, perché è la stessa acqua che ci disseterà nell’eternità: «Non avranno più fame né avranno più sete, né li colpirà il sole né arsura di sorta perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti dell’acqua della vita» (Ap 7,16-17). Sarà quest’acqua di vita eterna come un fiume: «Mi mostrò poi un fiume di acqua viva limpida come cristallo che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello» (Ap 22,1).

Il trono dell’Agnello: la croce glorificata di Cristo, il pulpito glorioso da dove il suo Cuore trafitto dal soldato divenne per noi sorgente di acqua salutare.

Quel Cuore santissimo a cui ci guida Maria Nostra Signora del Sacro Cuore.

E DIFFONDE SUL MONDO LA SPERANZA, LA SALVEZZA, LA GIUSTIZIA E LA PACE

Questo nostro mondo così pericolosamente assetato di acqua non potabile! Vuole sperare e porre la sua fiducia nelle promesse fallaci. Cerca salvezza, giustizia, pace e si affida alle armi atomiche, alla violenza, all’oppressione del debole e del povero.

Ricordiamo le gravi parole di Giovanni Paolo II in apertura dell’Anno Santo [1983]: «Fa’, o Signore, che questo Anno Santo della tua redenzione diventi pure un appello al mondo contemporaneo, che vede la giustizia e la pace sull’orizzonte dei suoi desideri, e tuttavia, concedendo sempre maggiore spazio al peccato, vive giorno per giorno in mezzo a crescenti tensioni e minacce e sembra avviarsi verso una direzione pericolosa per tutti!… O Signore Gesù Cristo si dimostri più potente l’opera della tua Redenzione! Questo implora da te in questo Anno la Chiesa mediante tua Madre, che tu stesso hai dato come Madre di tutti».

GUARDA ALLA NOSTRA FIDUCIA, RISPONDI ALLA NOSTRA SUPPLICA

«È con animo pieno di fiducia e di amore filiale che noi rivolgiamo lo sguardo a Maria malgrado la nostra indegnità e debolezza. Ella ci ha dato con Gesù la sorgente della grazia… E la nostra fiducia è ancora più ravvivata e corroborata, se consideriamo i legami strettissimi che congiungono questa nostra celeste Madre al genere umano… Pur nella ricchezza delle mirabili prerogative di cui Dio l’ha ornata, per farla degna madre del Verbo Incarnato, essa tuttavia è vicinissima a noi…» (Paolo VI). L’antica, e carissima al popolo cristiano, giaculatoria: «Mater mea, fiducia mea» «O Madre mia, tu sei la mia fiducia»! Ella è la «speranza nostra», ella è l’«avvocata» cui possiamo affidare le nostre cause. «Sappi che Maria prega per te, per la Chiesa, per il mondo intero e questa supplica è il gran lavoro che svolge nella gloria di Dio; nessuno di noi pregò o pregherà come lei. Quand’anche tu non sapessi dire altro di tuo davanti a Dio che: «Maria prega per noi!», tu avresti detto già una grandissima cosa, perché la Madre di Cristo e tua non tarderà ad ottenerti le grazie che desideri, anzi la grazia suprema e impareggiabile di avere dentro di te lo Spirito vivo del Cristo» (G. Pollano).

E MOSTRATI SEMPRE NOSTRA MADRE. AMEN

Come dubitarne? Ci vien voglia di ricordare quell’episodio, forse frutto della fantasia di un predicatore, che ha per protagonista un «devoto» di Maria. Egli pregava rimproverando: «Mostrati Madre!» e Maria rispose: «Mostrati figlio!». Ecco, Maria sempre la mamma nostra, vigile sul nostro vero bene. Ma perché possa assolvere al suo compito di madre è necessario che noi ci comportiamo da figli degni di lei. Maria, Nostra Signora del S. Cuore, fa’ il nostro cuore secondo il suo cuore.

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