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169° anniversario di fondazione Portiamo nei nostri cuori i volti di tutti gli esseri umani “trafitti e aperti” dal mondo di oggi.

Portiamo nei nostri cuori i volti di tutti gli esseri umani “trafitti e aperti” dal mondo di oggi.

 Lettera dell’Amministrazione Generale in occasione del 169° anniversario della Fondazione della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù.

Cari fratelli, 

auguri a tutti voi per il 169° anniversario della Fondazione della nostra Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore. Ogni anniversario è un momento unico e irripetibile, ma quest’anno ha alcuni momenti particolari che lo rendono ancora più speciale.

Anno giubilare.

Uno di questi, e forse il più importante, è che siamo nell’anno giubilare del duecentesimo anniversario della nascita del nostro Fondatore, Padre Julio Chevalier. Pertanto, oggi, nella solennità dell’Immacolata Concezione, vorremmo dedicare questo anniversario alla sua eredità e alla sua ispirazione fondatrice. Lui, che ha affidato l’intero progetto a Nostra Signora del Sacro Cuore.

Sono trascorsi 169 anni da quando Padre Chevalier sentì la chiamata dello Spirito, manifestata nella contemplazione del Sacro Cuore e nella consapevolezza della realtà dei diversi contesti che si vivevano nel mondo in quel tempo. Fin dalla tenera età, Padre Chevalier ha sentito la forza di affrontare le sfide derivanti dall’attuazione del Carisma e della Spiritualità che stava ispirando. Più specificamente, sentì la chiamata a fondare un istituto missionario per rivelare l’Amore misericordioso e compassionevole di Dio, come risposta al “male moderno”.

Padre Chevalier ha così aperto le porte affinché in ogni epoca sentiamo la responsabilità e la consapevolezza che, per essere fedeli a questo Carisma dobbiamo attualizzarlo, e discernere come rispondere al “male moderno” oggi e qui, a 169 anni dalla Fondazione dei Missionari del Sacro Cuore.

Ci auguriamo che in questa celebrazione del 169° anniversario di fondazione, la testimonianza del P. Chevalier continui ad essere molto presente e ci incoraggi a celebrarla con gioia, speranza, coraggio e, soprattutto in questi tempi attuali, con audacia profetica e immaginazione.

Post capitolo.

Un fatto particolare è anche la coincidenza con la fase post-capitolare del nostro 26° Capitolo Generale. È quindi un’opportunità per essere grati che “i nostri cuori continuano a ardere” mentre sentiamo la presenza di Gesù nelle nostre Comunità e Missioni in tutto il mondo.

Prendiamo coscienza che celebriamo un anno in più come Congregazione in viaggio di ritorno da Emmaus a Gerusalemme. Secondo il racconto evangelico, è un cammino verso l’incontro di una comunità unita nella diversità e raccolta intorno all’esperienza del Signore Risorto (Lc 24,30-35). Consapevole delle proprie fragilità e vulnerabilità, quella prima comunità di discepoli trovò in quelle stesse vulnerabilità la fonte del proprio invio in missione. Le apparenti perfezioni, gli accademismi, i narcisismi, i clericalismi, l’aderenza alla lettera della legge, le co-dipendenze ai “templi del potere” non erano e non saranno le fonti della missione; quella che Papa Francesco chiama “mondanità”.

Ringraziamo Dio e glorifichiamoci delle nostre debolezze perché solo allora potremo essere forti per trasformare veramente e creare nuove strutture nella nostra Congregazione (2 Cor 12, 5-10). Solo chi non mette il cuore nella potenza di questo mondo è capace di vivere processi di conversione e di ritorno alle fonti del nostro Carisma e Spiritualità MSC.

Pertanto, questo anniversario dovrebbe essere un’occasione per rafforzare la nostra identità MSC, mettere in atto le decisioni del Capitolo Generale e co-impegnarci nel cambiamento di mentalità di cui abbiamo bisogno per rafforzare il pensiero congregazionale attraverso un modo di pensare interculturale e sinodale, in cui tutti i membri MSC e i territori di missione formano un unico Corpo.

Sinodo. 

Questo 169° anniversario è una celebrazione che si inserisce anche nel quadro del Sinodo sulla Sinodalità, quindi siamo inviati a dare un posto di rilievo anche all’Ascolto, alla Partecipazione e alla Missione. Atteggiamenti che questo Sinodo ci invita ad accrescere a vari livelli. Come MSC siamo chiamati a testimoniare una Chiesa di tutti e per tutti.

Un ricordo ai fratelli anziani e alle vittime delle diverse guerre, dei disastri ambientali e degli abusi.

La celebrazione è anche l’occasione per ringraziare ogni MCS che dona la propria vita accanto al Popolo di Dio nelle diverse missioni. Molti di loro in situazioni difficili e anche in conflitti bellici. Altri fratelli che vivono la missione nella “terza età” in case di cura, ma con una forte convinzione missionaria. Grazie, fratelli, per il vostro impegno. La vostra dedizione alla missione è ciò che dà significato alla nostra identità MSC!!!

Celebrando il nostro anniversario siamo anche solidali con tutte le vittime delle diverse guerre fratricide che si verificano oggi nel mondo. Il Popolo di Dio continua a gridare contro la violenza, la povertà e l’esclusione. La nostra solidarietà va anche alle vittime dei disastri naturali, molti dei quali causati dai cambiamenti climatici e dalla mancanza di consapevolezza nella cura della Casa Comune, così come a tante altre vittime che purtroppo continuano ad aumentare a causa degli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili e tutti i tipi di abuso di potere, di coscienza che avvengono nel nostro mondo, nella nostra Chiesa e nella nostra Congregazione.

Saluti finali.

Festeggiamo, fratelli, e ringraziamo per la vita della nostra Congregazione, portando nei nostri cuori i volti di tutti gli esseri umani “trafitti e aperti” da tante lance che oggi incidono la vita del Popolo di Dio.

Auguri a tutti e ci affidiamo alle vostre preghiere come nuova Equipe Generale MSC. 

In Corde Jesu

(autore) M. Abzalón Alvarado Tovar 

Chris Chaplin

Bernard Mongeau

Simon Lumpini

Bram Tulusan

«La dimensione carismatica della Chiesa ha una particolare manifestazione nella vita consacrata, con la ricchezza e la varietà delle sue forme. La sua testimonianza ha contribuito in ogni tempo a rinnovare la vita della comunità ecclesiale, rivelandosi un antidoto rispetto alla tentazione ricorrente della mondanità. Le diverse famiglie religiose mostrano la bellezza della sequela del Signore, sul monte della preghiera e sulle strade del mondo, nelle forme di vita comunitaria, nella solitudine del deserto e sulla frontiera delle sfide culturali. La vita consacrata più di una volta è stata la prima a intuire i cambiamenti della storia e cogliere gli appelli dello Spirito: anche oggi la Chiesa ha bisogno della sua profezia. La comunità cristiana guarda inoltre con attenzione e gratitudine alle sperimentate pratiche di vita sinodale e di discernimento in comune che le comunità di vita consacrata hanno maturato lungo i secoli».

(Cfr. Una Chiesa sinodale in missione, Relazione di sintesi, XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi – ottobre 2023. N. 10, b.)

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